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Google non applicherà le regole del DSA




Dettaglio del titolo di Axios [4].



Notizie

di Marco Poli


Sono giorni tristi per i piccoli burocrati della maledetta Unione Europea, e, pertanto, sono giorni lieti per i liberi cittadini.
Dopo X e Meta [1], anche Google ha comunicato che non implementerà strumenti di verifica e valutazione delle informazioni nei risultati del motore di ricerca più usato nel mondo, né nei contenuti audiovisivi pubblicati su YouTube :


Google come Meta, no al fact checking dell’Ue: l’esempio pro Trump di Elon Musk

Google respinge le regole UE sul fact-checking, sostenendo che non sono adatte ai suoi servizi, seguendo l'approccio libertario di Trump e Musk

[2]


Chissà l'espressione di quella faccia-da-culo dell'Ursula von der Leyen, alla notizia.
Oh ...
da commediante nata, farà finta di nulla e si adeguerà ai Gestori della rete estesa cioè del controllo globale.
Pare che avremo un miglioramento dei servizi online ed una maggiore libertà di espressione delle opinioni.
Senza dimenticare che quando i Padroni elargiscono qualcosa attraverso i loro servi di primo livello, non lo fanno mai disinteressatamente. La battaglia è ancora lunga, e continua.

2

Due punti :

● la fonte primaria della notizia è il sito d'informazione Axios [3], la cui redazione è entrata in possesso di una copia della lettera indirizzata dal presidente degli affari globali di Google, Kent Walker, alla vicedirettrice generale del ramo contenuti e tecnologia della Commissione europea, Renate Nikolay [4];

● il ''Codice di buone pratiche sulla disinformazione'' è stato introdotto nel 2022 come base per l'adesione volontaria delle aziende del web [5], e rafforzato [6].
Nell'ultimo anno la maledetta Commissione Europea ha tenuto discussioni private con le grandi aziende tecnologiche, esortandole a convertire le misure volontarie in un codice di condotta ufficiale ai sensi del Digital Services Act ( DSA )[7][8].

Meta dalla censura alla libertà di parola




Dettaglio del titolo de il Giornale [2].



Notizie, e Commento

di Marco Poli


Brendan Carr, prossimo Presidente della Commissione federale per le comunicazioni – una figura simile a quello che era il Ministro delle Comunicazioni italiano, le cui funzioni sono confluite nel Ministero dello Sviluppo economico – lo aveva anticipato, e a molti di noi sembrava persino troppo bello [1]:


Dobbiamo smantellare il cartello della censura e ripristinare il diritto alla libertà di parola per i comuni cittadini americani.


E poi :


Zuckerberg chiude il programma di fact-checking di Meta e strizza l'occhio a Trump

"Troppi errori e troppa censura". Il Ceo di Meta smantella il sistema di fact-checking di Facebook e Instagram. Poi tende la mano a Trump e attacca l'Ue

[2]


E ...
sì, ha fatto piacere pure a me vedere quella puttana di Mark Zuckerberg fare dietrofront adeguandosi alla linea politica della imminente amministrazione Trump II, dichiarando che Meta smantellerà la collaborazione con i fact-checker e permetterà una maggiore libertà di parola sulle proprie piattaforme social.
Ma le società proprietarie e gli utenti europei occidentali dovranno fare i conti con il Digital Services Act ( DSA ) della tossica e degradante UE [3][4].

1

Martedì 7 gennaio, il CEO di Meta Mark Zuckerberg ha pubblicato un post sulla sua bacheca di Instagram nel quale annuncia un ribaltamento della politica censoria dei social network da lui amministrati ( Facebook, Instagram, e Threads ) in favore della libertà di espressione tante volte repressa negli ultimi anni [5].

Nella newsroom di Meta è apparso un pezzo firmato dal Chief Global Affairs Officer della holding, Joel Kaplan.
Posto la traduzione in lingua italiana :


trad.

Più libertà di parola e meno errori

Conclusioni

● A partire dagli Stati Uniti, stiamo terminando il nostro programma di verifica dei fatti di terze parti e stiamo passando a un modello basato sulle Note della Community.
● Consentiremo più libertà di parola eliminando le restrizioni su alcuni argomenti che fanno parte del discorso mainstream e concentrando la nostra applicazione su violazioni illegali e di elevata gravità.
● Adotteremo un approccio più personalizzato ai contenuti politici, in modo che le persone che vogliono vederne di più nei loro feed possano.

Le piattaforme di Meta sono costruite per essere luoghi in cui le persone possono esprimersi liberamente. Ciò può essere caotico. Sulle piattaforme in cui miliardi di persone possono avere voce, tutto il buono, il cattivo e il brutto sono in mostra. Ma questa è libera espressione.

Nel suo discorso del 2019 alla Georgetown University, Mark Zuckerberg ha sostenuto che la libertà di espressione è stata la forza trainante del progresso nella società americana e in tutto il mondo e che inibire la parola, per quanto ben intenzionate siano le ragioni per farlo, spesso rafforza le istituzioni e le strutture di potere esistenti invece di dare potere alle persone. Ha affermato: "Alcune persone credono che dare voce a più persone stia alimentando la divisione anziché unirci. Più persone in tutto lo spettro credono che raggiungere i risultati politici che ritengono importanti sia più importante che ogni persona abbia voce. Penso che sia pericoloso".

Negli ultimi anni abbiamo sviluppato sistemi sempre più complessi per gestire i contenuti sulle nostre piattaforme, in parte in risposta alla pressione sociale e politica per moderare i contenuti. Questo approccio è andato troppo oltre. Per quanto ben intenzionati siano stati molti di questi sforzi, si sono espansi nel tempo al punto che stiamo commettendo troppi errori, frustrando i nostri utenti e troppo spesso ostacolando la libera espressione che ci siamo prefissati di consentire. Troppi contenuti innocui vengono censurati, troppe persone si ritrovano ingiustamente rinchiuse nella "prigione di Facebook" e spesso siamo troppo lenti a rispondere quando succede.

Vogliamo risolvere questo problema e tornare a quell'impegno fondamentale per la libera espressione. Oggi stiamo apportando alcune modifiche per restare fedeli a quell'ideale.

Le “discussioni no-vax” e CrowdTangle




Dettaglio del titolo dell'AGI [3].



Notizie

di Marco Poli


Il prof. David A. Broniatowski [1] e il suo team della George Washington University ( distretto della Columbia, USA ) hanno pubblicato uno studio sulla ''efficacia delle politiche e dell’architettura della disinformazione sui vaccini di Facebook durante la pandemia di COVID-19'' [2].
Occorre specificare che il termine ''disinformazione'' è qui usato dal lato ufficiale, pertanto va inteso come ''informazione''.

Il risultato è stato questo :


Le discussioni 'no vax' su Facebook sono più vive che mai

Uno studio sottolinea l'inefficacia delle politiche di contrasto e la nascita di nuovi percorsi attraverso cui gli utenti visualizzano materiale negazionista

[3]


Sull'uso improprio, dissennato, e sciagurato del termine ''negazionista'' nell'ambito della discussione sulla pandemia bio-mediatica scrissi un paio di post [4][5].

2

I ricercatori hanno usato lo strumento di analisi CrowdTangle [6] ch'è proprietà di Meta.

Ci raccontano che è stato usato dai tanto spottati ''hacker russi'' per ottimizzare il supporto a Donald Trump durante la campagna elettorale presidenziale del 2016 [7], ed è stato usato dagli analisti che hanno studiato il celeberrimo fenomeno [8] ed altri ( ad esempio, la comunicazione di personalità della destra statunitense come Ben Shapiro e Sarah Palin ).

Pare che, l'anno scorso, i dirigenti di Meta volessero eliminare lo strumento di analisi per opacizzare i dati delle attività di pagine, gruppi, e profili pubblici sulle piattaforme Facebook e Instagram [9], ma in data odierna è ancora accessibile.