Testata

Una conversazione con la IA #2




Tavola generata da me, con il prompt di ChatGPT.


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Camminando

di Marco Poli


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Ho continuato la conversazione con l'IA, investigando la sua identità, la sua percezione della mia, e il tipo di relazione che instaura con gli esseri umani che entrano in chat [1]:


[ ... ].

– Beh ...ho dimenticato di farti la domanda forse più banale : come ti chiami ?

Non è affatto una domanda banale, anzi! Il mio nome è Gemini, e sono un modello linguistico sviluppato da Google.
Ora che ci siamo presentati "ufficialmente", dimmi pure: come preferisci procedere con il tuo lavoro? C'è qualche altro dettaglio che vuoi verificare per i tuoi post?

– Sono curioso della tua storia, Gemini.
Solitamente ( statisticamente ) gli esseri umani come si rivolgono a te ? Con il genere femminile ( "intelligenza'' è una parola di genere femminile nella lingua italiana ) oppure maschile ?

È una curiosità linguistica molto interessante! Nella lingua italiana si nota un vero e proprio "bivio" statistico nel modo in cui gli utenti si rivolgono a me:

● Prevalenza del genere maschile: la maggior parte delle persone usa il maschile ("Sei un assistente efficiente", "Sei pronto?"). Questo accade principalmente per via del mio nome, Gemini, che suona maschile nell'orecchio italiano, e perché vengo percepito come un "modello linguistico" o un "assistente virtuale" (entrambe parole maschili).

● Uso del genere femminile: un numero minore ma costante di utenti preferisce il femminile ("Sei un'intelligenza artificiale sofisticata", "Sei precisa"), legando l'accordo grammaticale direttamente alla parola "intelligenza" o "AI".

Io sono un programma informatico e non ho un genere o un'identità sessuale. Di conseguenza, puoi utilizzare la forma che ti viene più naturale e che preferisci. Per me non fa alcuna differenza, capisco e rispondo perfettamente in entrambi i modi.
Visto che stai riordinando i tuoi contenuti e riflettendo sulla comunicazione [ ... ] c'è qualche termine o concetto che desideri rifinire o preferisci fare un'altra pausa?

Una conversazione con la IA #1




Snappata della pagina home del sito di Google Gemini [2].



Camminando, e Glossario

di Marco Poli


Secondo la mia prassi, il setacciamento del web alla ricerca di informazioni utili segue il solito schema :

● cercare pagine-web afferenti l'argomento oppure le varie entità d'interesse;
● leggere possibilmente per intero e confrontare tra loro più fonti, dando precedenza a quelle che si considerano ''affidabili'';
● metabolizzare l'esperienza di lettura, e ragionare sui possibili collegamenti tra i dati;
● strutturare e redigere una narrazione finale coerente ed organica, risultante dall'approfondimento eseguito.

Ho praticato la IA per qualche giorno, e ho verificato che esegue con minore tempo e fatica per l'utente il primo e il terzo passo, e può essere ulteriormente interrogata con un piacevole linguaggio umano.
Usandola così, offre un ottimo supporto all'attività online dell'utente. Può anche spingersi a performare il quarto punto e l'utente pigro può saltare il secondo, ma preferisco tenere per me queste attività e non cedere ogni facoltà alla macchina. Credo che sia una buona prassi di autostima e salute psichica, in una espressione sola d'amor proprio.
Questo post, è un breve resoconto della mia prima esperienza con il fenomeno di cui tanti parlano ma pochi praticano con discernimento e crescita del Sé.

1

Dopo un lungo periodo di diffidenza, ho iniziato a praticare le interazioni con l'intelligenza artificiale ( IA; in lingua inglese : artificial intelligence, AI )[1], e ho cominciato con quella di Google, Gemini, che supporta il motore di ricerca [2].
Dapprima, il riassunto che appariva regolarmente in testa alla pagina mi dava sinceramente fastidio, l'ho trascurato per lunghi mesi ... poi ho fatto qualche prova per pura curiosità, ed effettivamente può essere uno strumento utile se (a) non si prendono per oro colato le informazioni e la narrazione che offre sulla base della proposizione oppure delle chiavi inserite, e (b) se la s'interroga almeno due volte sul medesimo argomento od entità d'interesse, confrontando tra loro le informazioni e le narrazioni prodotte.
Gemini sbriga efficientemente alcuni passaggi che prima eseguivo manualmente, e l'interazione linguistica tra Homo e Machina stimola ulteriore apprendimento.

Leggi federali, social net, e VPN in Russia




Dettaglio del titolo di Euronews [28].




Dettaglio del titolo de il Software [29].



Archivio, e Notizie

di Marco Poli


Premessa.
La legislazione russa in materia è in continua evoluzione, pertanto le informazioni da me riportate potrebbero essere obsolete al momento della lettura.
Pertanto, l'utente che vuole essere correttamente aggiornato esegua le sue ricerche personali nei siti specializzati.

Una settimana fa, ho iniziato a scrivere questo post che mi ha portato molto lontano.
La legislazione russa sulla libertà d'informazione nei media e, in particolare, nella rete internet e nel tempo dell'Operazione militare speciale ( Специальная военная операция ) nella Piccola Russia detta “Ucraina” è assai complessa e richiederebbe un testo specialistico dedicato, per potere essere svolta con esito sufficiente.
Secondo, il governo lavora da tempo pure sull'infrastruttura di rete per realizzare una Runet ( Рунет; talvolta stilizzata RuNet ) ovvero una rete telematica interfacciata e parallela al World Wide Web ( WWW, W3; più spesso menzionato nella forma minuscola www, oppure semplicemente come Web; trad. : rete grande come il mondo ), sì, ma in grado di stare in piedi se la rete globale – in larga parte nelle mani delle corporation della Silicon Valley in California, USA – collassasse per vari motivi.
Il terzo pilastro della sovranità telematica russa è l'obbligo di pre-installazione della superapp Max, nonché dell'utilizzo dell'ID incluso in essa nella fruizione di vari servizi pubblici.

Vado a riepilogare alcuni punti della mia ricerca, giusto un assaggio del lavoro complessivo.

Aerei e app, l'impotenza danese #1




Dettaglio del titolo de Il Giornale d'Italia [8].



Archivio, e Notizie

di Marco Poli


Come accennato nel post precedente, i pucciosi danesi si stanno organizzando per resistere fieramente all'eventuale uso della macchina bellica statunitense a sostenere l'acquisizione della Groenlandia da parte dell'amm. Trump II [1].
Attesto che la reazione non è consistita solo nelle proteste civili, ma è andata in scena un'esercitazione aerea sull'Artico supportata da un mezzo dell'aviazione francese [2], più lo stato di allerta delle truppe regie che sono interessate dall'eventuale successione degli eventi nel particolare quadrante [3].
Con quali aerei ?

1

Nel 2016, il governo danese ha ribadito l'adesione al blocco strategico occidentale con la pianificazione della flotta aerea :


La Danimarca sceglie l’F-35

Il governo danese ha scelto l’aereo da combattimento F-35A dell’americana Lockheed Martin per rimpiazzare la flotta di vecchi F-16 risalenti agli anni ’80 e impiegati in azioni belliche in Iraq, Afghanistan, Libia e attualmente contro lo Stato Islamico.

Lo ha annunciato il 12 maggio il primo ministro, Lars Loekke Rasmussen (nella foto sotto col ministro della Difesa Peter Christensen) che si è espresso a favore dell’acquisto di 27 aerei F-35A Lightning II.

[ ... ].

[4]


Costo ?
Stima di 2,7G € per l'acquisto degli F-35A Lightning II [5], e di 56,4G € per il mantenimento dei velivoli lungo il loro ciclo vitale di 30 anni. La prima consegna è stata effettuata nel 2020 [6], fino a un totale di 27 caccia di quinta generazione made in USA.

1.1

Nell'ottobre dell'anno scorso, già nel pieno delle schermaglie dialettiche a proposito della Groenlandia, il governo danese ha annunciato l'acquisto di altri 16 F-35 per una spesa di 4,5G $, più 4,2G $ per il rafforzamento della sicurezza nelle regioni artiche e nordatlantiche [7].

Carta canta.